PALERMO, 7 DICEMBRE – L’inchiesta c’è, il reato al momento no. L’indagine della Procura di Caltanissetta, affidata al procuratore Sergio Lari e all’aggiunto Domenico Gozzo riguarda alcune intercettazioni telefoniche.
L’utenza e quella dell’allora direttore generale di Banca Nuova, Francesco Maiolini. All’altro capo dell’apparecchio il Procuratore capo di Palermo Francesco Messineo. Si parla di un’inchiesta sulla Banca di Zonin, Maiolini chiederebbe informazioni. Poi di quei colloqui e di un incontro con Messineo il manager parla con un amico, sempre al telefono e sempre registrato dagli investigatori. In quel momento la Procura indagava, tra l’altro, su un’ipotesi di usura bancaria che coinvolgeva proprio l’istituto di credito diretto da Maiolini. Tutto il materiale finisce sul tavolo di Antonio Ingroia che all’inizio dell’estate lo trasmette, per competenza, a Caltanissetta. Il nodo è scoprire se il Procuratore abbia passato notizie riservate su un’inchiesta ancora segreta. Non c’è ancora notizia di reato ma, visto che Messineo è sotto valutazione del Csm per il posto di procuratore generale di Palermo insieme proprio al pg di Caltanissetta Roberto Scarpinato, è quasi certo che le carte saranno inviate anche a Palazzo dei Marescialli
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